21/07/16

Le app che "contano"

È la nuova mania tecnologica: le app che quantificano tutto quello che si fa nella vita, dai soldi che si spendono agli aperitivi che si bevono, passando per tenere traccia di tutto quello che fa il vostro cane, che avrà una piccola telecamera attaccata al collare.
Un contachilometri digitale per bicicletta
Questa strana moda si chiama "life-tracking" e registra ogni cosa si desideri: calorie consumate e ore di sonno, tempo passato al pc o chilometri percorsi ogni giorno.
Il Life-tracking (conta vita) si basa sul monitoraggio continuo mediante un gadget elettronico, da un sito web, da una app per cellulare. Il motivo principale di approccio al life-tracking è quello della salute e della prevenzione: monitorarsi aiuta a vivere meglio.
Il sito Med Help (www.medhelp.org) permette a una comunità di 30 mila utenti di condividere, conoscere e approfondire alcune patologie.
Detective del nostro stile di vita un gadget tascabile come Direct Life che registra i movimenti fatti durante la giornata e in seguito li elabora con un allenatore virtuale. Nemico numero uno è la sedentarietà.
Fit bit, invece, è un dispositivo tascabile che registra le calorie bruciate, i chilometri percorsi ogni giorno e la regolarità del nostro sonno.
Altro sposalizio inevitabile è quello tra il life-tracking e lo sport. Grazie a un sensore dotato di gps vengono monitorate le performances, soprattutto nella corsa, poi condivise on-line con amici e altri sportivi su siti come Daily mile (www.dailymile.com).
Ma la vera filosofia del life-.tracking si esprime nella vita di tutti i giorni: quantità di caffè bevuti, luoghi visitati, libri letti e appuntamenti "hot". I nuovi strumenti tecnologici offrono la possibilità di monitorare aree un tempo inaccessibili all'analisi quantitativa.
Il boom del life-tracking è stato reso possibile dalla nuova generazione di telefonini intelligenti in grado di associare un sensore gps e un accelerometro al collegamento a Internet: è così che un'applicazione può registrare i nostri movimenti e renderli disponibili su un sito per successive consultazioni e condivisioni.
È il caso di Foursquare (www.foursquare.com), il social network nato per condividere i luoghi visitati.


Sul sito Personal Informatocs (http://personalinformatics.org) è possibile accedere al catalogo aggiornato di tutti gli apparecchi utili al Life-tracking e scoprire centinaia di modi di auto-tracciarsi: sul podio il fitness con 28 tra siti e app, ma anche applicazioni per monitorare l'umore o le sigarette fumate e i periodi di ovulazione femminili. Un'applicazione di Iphone chiede all'utente di definire il proprio grado di felicità ogni mezz'ora.
Grazie alla funzione "luoghi" il life-tracking è sbarcato anche su Facebook, che già tracciava i nostri amici e i nostri stati d'animo.
Non può rimanere fuori Twitter, che registra molte applicazioni in questo settore come flowingdata (http://your.flowingdata.com) che memorizza le nostre abitudini e Tweet what you eat (http://tweetwhatyoueat.com) per appuntare e condividere con altri utenti ciò che si mangia.
Condividere è la filosofia che sta alla base anche del Life-tracking: far sapere agli altri ha uno scopo collaborativo e contribuisce alla conoscenza della vita umana.
Non è un caso ce i dati raccolti con il life-traking siano guardati con curiosità da sociologi che, insieme a fisici e biologi, posseggono ora una mole immensa di materiale statistico.
Una tale mole di dati potrebbe portare nel futuro all'elaborazione di leggi sulla condotta umana precise quanto quelle fisiche, permettendo di prevedere i nostri comportamenti. 

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