30/10/15

Il mondo dell'antispam minacciato dal nuovo hackeraggio

Tutto il mondo dell'antispam trema di terrore quando, il 18 marzo del 2014, un attacco informatico paragonabile alla portata di una bomba atomica, manda in tilt il sistema informatico del gruppo inglese di filtraggio antispam Spamhaus.
Responsabile del misfatto informatico è il "covo" ideale degli spammer, il provider olandese Cyberbunker, che sferra l'attacco a 300 Gigabit al secondo rallentando l'intera rete.
Fantascienza? No, purtroppo una realtà con la quale avremo sempre più a che fare anche noi italiani, dal momento che il nostro Dipartimento informazioni per la sicurezza ha cercato di inquadrare le varie categorie di cyber-criminali, e di stabilire un codice comune per le forze di polizia internazionale.
Nel documento stilato si leggono tre macro categorie:
- i black-hat, la cui azione principale è violare un sistema informatico per scopi principalmente economici. La maggior parte sono ragazzi che conoscone bene le tecniche di hackeraggio e agiscono anche per esibizionismo e fama mediatica. Tra loro ci sono gli script-kiddie, specializzati nell'utilizzo di software che provoca i crash ai sistemi come nel caso di Spamhaus. Nell'est Europa si tanno diffondendo organizzazioni criminali che assoldano "mercenari" per supportare le loro attività. Si tratta dei Cyberwarrior, che, come cecchini, vengono pagati per attaccare specifici bersagli. I rari casi, per esempio quello di Anonymous, i guerrieri sono spinti da motivazioni ideologiche;
- ci sono poi i grey-hat, spiriti liberi puristi dell'informatica. I loro fini non sono né economici, né criminali, ma sono spinti dal desiderio della passione informatica e tecnologica: sono gratificati quando riescono a esplorare un sistema. I gray-hat creano da soli il software di cui necessitano e non lasciano tracce del loro passaggio. Vengono, esplorano e se ne vanno;
- per ultimi ci sono i white-hat, che collaborano con aziende, forze dell'ordine ed enti governativi per proteggere i sistemi informatici per metterne in luce gli eventuali punti deboli. Sono gli hacker "buoni", che lottano contro la criminalità.

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