16/06/14

Nasce negli Emirati arabi la prima città a impatto zero

Nascerà proprio negli Emirati Arabi, “la Las Vegas orientale”, la prima città  al mondo a impatto zero.
Masdar (che in arabo significa appunto “sorgente”) diverrà un’oasi ecologica nel deserto (a circa 17 chilometri da Abu Dhabi), capace di generare energia alternativa grazie allo sfruttamento di sole e vento, azzerando le emissioni e producendo pochissimi rifiuti.


La città, che avrà una superficie di 6 km quadrati e ospiterà circa 50 mila abitanti, avrà pennelli solari su tutti i tetti degli edifici e in un enorme impianto appena fuori in città: l’energia così raccolta coprirà l’80% del fabbisogno. Il restante 20% sarà garantito dagli impianti eolici e geotermici. Anche la spazzatura, riciclata o convertita almeno nel 98% del volume, contribuirà a fornire combustibile.
Fiore all’occhiello di Masdar saranno enormi strutture a forma di girasole con pannelli fotovoltaici. I girasoli rimarranno aperti durante tutto il giorno e, come grossi ombrelloni, serviranno anche a fare ombra a chi vi passeggerà sotto. Alla sera si richiuderanno per rilasciare calore e luce con l’energia accumulata durante la giornata.
L’acqua, depurata, sarà immessa nel circuito con collettori per la pioggia e desalinizzatori, mentre per l’irrigazione si riutilizzeranno le acque grigie.
Le case saranno rinfrescate sfruttando la disposizione architettonica e le automobili saranno proibite. Per gli spostamenti verranno usate le biciclette e i taxi elettrici controllati da computer del Personal Rapid Transport. Le vetture si muoveranno su rotaie alla velocità media di 25 km/h seguendo magneti disposti sull’asfalto.
Per non intralciare la circolazione dei passanti il sistema dei trasporti di svilupperà su un piano più basso rispetto a quello dei pedoni. Il passeggero che userà il taxi digiterà sul monitor la destinazione: la vettura calcolerà il percorso più breve e quale delle 107 fermate porterà l'ospite a non più di 150 metri dal punto prescelto.
Masdar fa parte di un programma governativo finalizzato a ridurre la dipendenza dal petrolio. La sua costruzione sarà completata nel 2020 al costo di 22 miliardi di dollari.