13/01/14

Tecnologia francese per stoccare le scorie radioattive

Come tutti sappiamo, il punto debole dell’energia nucleare rimane un posto sicuro dove stoccare le scorie ad alta radioattività che restano pericolose talmente a lungo da richiedere un isolamento minimo di 250 mila anni.
E la società francese Andra (Agence nazionale pour la gestione des déchets radioactifs) ha messo a punto una tecnologia che punta diritto al cure della terra, a 500 metri di profondità, dove si trova il massiccio formatosi fra il Giurassico e il Cretaceo composto da argilla e roccia sedimentaria, una combinazione che dovrebbe fare da schermo alle radiazioni.
Qui, sottoforma di materia vetrificata o compressa e sigillata in bidoni, arrivano gli scarti delle centrali nucleari, dopo essere stati usati per qualche decina di anni anche come “rabbocco di combustibile”, trattati per ridurne la radioattività e sottoposti a “riprocessamento” per ridurne il volume. Su 500 chilogrammi di combustibile nucleare, il 4-5% diventa scoria radioattiva da seppellire. Si tratta fondamentalmente di prodotti di fissione e del metallo degli assemblaggi, perché la tecnologia moderna consente di recuperare il 95% del combustile.
Il deposito francese, che si trova nella regione dello Champagne, a Bure, nel 2025 diventerà il primo deposito geologico del mondo. Per ora nel laboratorio si stanno facendo studi sul comportamento dell’argilla all’aumento della temperatura e cosa succederà quando i colli si saranno sfaldati e a quale valore la radioattività salirà in superficie.

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