09/09/13

Debito ecologico: la terra che consumiamo!

Questo articolo è un contributo di PV-Compare.net , sito che mette a confronto i pannelli fotovoltaici.
Parliamo spesso di debiti, quelli personali, quello pubblico, quello culturale, quello emozionale, ecc ma raramente sentiamo parlare di debito ecologico. Eppure esiste ed é una realtà che ci tocca tutti da vicino e alla quale contribuiamo, in modo inconsapevole, tutti noi.
Appare ovvio che abbiamo bisogno di quanto ci offre la natura per mantenere in essere la nostra civiltà, però come sappiamo se stiamo consumando di più o di meno delle risorse che la natura ci mette a disposizione?
Per risolvere questo problema il Global Footprint Network ha ideato una unità di misura standard, definita “impronta ecologica” che permette di misurare quante risorse la natura ci mette a disposizione ogni anno. Allo stesso modo possiamo misurare quanto consumiamo ogni anno sia in termini di produzione che di eliminazione dei rifiuti ed ottenere per differenza il saldo indicante il nostro credito ecologico o il nostro debito.
Il dato emergente é piuttosto allarmante: oggi la terra sta consumando il prodotto di 1.3 pianeti terra ovvero siamo in sovrasfruttamento delle risorse. Questo significa che l’umanità sta utilizzando il “capitale natura” ricevuto in eredità dai nostri avi. Tale capitale che dovremmo passare ai nostri figli non é illimitato, da qui l’urgenza di invertire la rotta grazie a tecnologie in grado di lasciare inalterato il capitale natura.
A tal fine gli interventi che dobbiamo attuare vanno su due fronti differenti: da un lato dobbiamo migliorare il nostro stile di vita riciclando maggiormente, imparando a consumare cibi e merci prodotti in loco, mangiando frutta, verdura, carni non processati in modo chimico, ecc...; dall’altro lato possiamo intervenire riducendo il consumo di energie prodotte in modo distruttivo per l’ambiente iniziando invece a produrre noi stessi energia verde.
In questo l’uso, per esempio, delle tecnologie fotovoltaiche diventa basilare. Infatti questa é, tra le tante tecnologie verdi che si potrebbero comunque utilizzare, quella ottimale poiché garantisce anche un ritorno economico. Dunque ci permette di fare un passo avanti verso l’appianamento del deficit ecologico senza rimetterci soldi e senza dover cambiare in modo radicale il nostro stile di vita, anche se un adattamento é inevitabile.
Non dobbiamo però pensare obbligatoriamente ad installare grandi impianti fotovoltaici: a volte basta poco, davvero poco. Per esempio Weralux, azienda bolognese, ha ideato una tegola molto particolare che incorpora un pannello fotovoltaico. Questa tecnologia in modo semplice permette di sostituire le vecchie tegole sui tetti con le nuove tegole Weralux e ottenere un impianto fotovoltaico già pronto, chiavi in mano, compatibile con tutti gli inverter. Non solo, impatto ambientale e paesaggistico pari a zero con possibilità quindi di utilizzo anche nei centri storici o nelle zone protette.
Le soluzioni dunque per ridurre la nostra impronta ambientale esistono e sono a portata di mano, tenendo sempre a mente che in Italia al momento attuale stiamo consumando per altre 4 Italie, ovvero per produrre l’energia che consumiamo nel nostro paese servirebbero altri tre paesi come il nostro... ovviamente disabitati!

1 commento:

  1. Credo davvero sia arrivato il momento di darci una regolata, tra un po' la Terra non ce la farà più a "sopportarci".

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