20/08/13

Si riaccendono le speranze sulla fusione fredda

Sono due italiani a rilanciare, dopo un periodo di vent’anni, il tema della fusione fredda per produrre energia pulita e a basso costo. Se fosse veramente possibile, si potrebbe trovare la soluzione ai problemi energetici, di trasporto e di inquinamento del mondo intero.
La bella notizia arriva dall’Università di Bologna, dove un piccolo gruppo di ricercatori che fa capo al fisico Sergio Focardi (purtroppo venuto a mancare il 22 giugno scorso) e all’imprenditore Andrea Rossi ha messo a punto una piccola centrale atomica, o meglio una “catalizzatore di energia”, chiamata Hyperion, in grado di moltiplicare anche per centinaia di volte l’energia immessa.
Se, come anche ritiene credibile il premio Nobel per la fisica Brian David Josephson, negli esperimenti nel team bolognese avvenissero veramente reazioni nucleari, si sarebbe davvero di fronte alla produzione di “Low Energy Nuclear Reactions”, ovvero reazioni nucleari a bassa energia. Questo tipo di reazione, per essendo una reazione nucleare, non produce scorie né radiazioni pericolose.
Nel dettaglio, Focardi e Rossi avrebbero trovato il sistema di produrre e commercializzare la “fusione fredda” (o Lenr, come la chiamano oggi gli studiosi), la cui scoperta era stata annunciata più di vent’anni fa, ma che la scienza ufficiale aveva considerato un sogno irrealizzabile.

Un dispositivo E-Cat

I dispositivi E-Cat (catalizzatori di energia) sono stati immessi in commercio a ottobre del 2011. A produrli, anche in versione da casa, una ditta Usa. A differenza di ciò che avviene nelle centrali nucleari tradizionali, la reazione non avviene per fusione del nucleo: l’apparecchio dei ricercatori bolognesi funziona facendo reagire nichel e idrogeno. Un fenomeno che necessiterebbe di condizioni di pressione e temperatura simili a quelle che si trovano nelle stelle e che sembrerebbero impossibili da riprodursi nell’apparecchio di Rossi e Focardi, che è rigorosamente protetto da segreto industriale.
Così, gli scienziati di tutto il mondo, compresi quelli della Nasa, stanno testando il funzionamento dell’E-Cat bolognese e la sua reazione anomala: se saranno confermate le speranze di Focardi e Rossi ci si potrebbe trovare di fronte a una vera rivoluzione capace si stravolgere i futuri scenari economici e politici del mondo intero.
E, mentre gli E-Cat possono essere usati per far funzionare gli impianti di casa, già stanno nascendo i progetti per le nuove centrali con differenti potenze, da 5 e 30 kW per il fabbisogno di piccoli appartamenti e da 1-3 MW, per il fabbisogno di un piccolo paesino di mille famiglie.

2 commenti:

  1. Attendiamo le novità quindi...giro l'informazione a un paio di persone interessate.
    Grazie!

    RispondiElimina
  2. Purtroppo Sergio Focardi, apprezzato accademico e professore d Fisica all'Università di Bologna è venuto a mancare il 22 giugno scorso. http://it.wikipedia.org/wiki/Sergio_Focardi.
    Ciao

    RispondiElimina