25/06/13

Tim e WIman insieme per lanciare il servizio di social wifi

Non c’è più nessun dubbio: Tim ha ormai deciso di entrare alla grande nel mondo dei social media, per restare in pari con le tendenze dei giovani fruitori del web.  L’imperativo del momento è condividere, quindi prende sempre più il sopravvento il concetto di “social”.
Tra le tantissime novità che Tim ha pensato questa estate per i propri clienti, è nato Timwifi, un servizio di social wifi realizzato in collaborazione con WIman.
WInam è una delle startup del progetto Working Capital, il programma di Telecom Italia che dal 2009 aiuta le buone idee e il talento a trasformarsi in imprese di successo, sostenendole con grant di impresa di 30 mila euro e organizzando programmi di accelerazione per facilitare gli incontri fra startupper, mentor e realtà territoriali.
Ma come funziona il servizio Timwifi? Semplice: non vi funziona la connessione Internet e avete bisogno urgente di navigare nel web o mandare una mail importante? Recatevi in uno dei 28 negozi specializzati e connettetevi col vostro smartphone o tablet alla rete FreeTimwifi.
L’accesso è semplice e veloce e basta un semplice passaggio dove vi sarà chiesto il vostro account Facebook. Una volta inviata la richiesta d’accesso vedrete comparire sullo schermo del vostro smartphone la pagina brand di Tim, #amoiltalento. Qui vi verranno chiesti i dati Facebook, dopo di che potete iniziare a navigare in modo assolutamente gratuito!
Così la rete diventa sociale, un concetto che da qualche tempo sta prendendo piede anche in Italia: normali utenti che mettono a disposizione la propria connessione e che poi utilizzano quella di altri in diverse zone della città.
Tim, nel condividere questa filosofia, utilizza le reti gratuite messe a disposizione dai propri utenti che si trovano vicini ai punti che offrono il servizio FreeTimwifi, reti che naturalmente offrono connessioni sicure e protette.
Alla fine della connessione potete ovviamente postare in bacheca la vostra esperienza di navigazione gratuita per far conoscere ai vostri amici il nuovo servizio FreeTimWifi.

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Un algoritmo matematico per smascherare le “bufale” della rete

Come facciamo a capire se la notizia che circola in un network è vera o falsa? Semplice, con gli studi sulle fonti delle epidemie.
Non che il web abbia necessariamente a che fare con i virus, ma i ricercatori del Laboratorio di comunicazione audiovisiva dell’Università di Losanna, sostengono che si può usare lo stesso sistema, un semplice algoritmo di calcolo.
Il loro lavoro è stato pubblicato sulla Physical Review Letters e riguarda le fonti delle epidemie: i ricercatori di Losanna sostengono sia possibile risalire alla fonte di una epidemia anche quando le informazioni sono scarse, semplicemente utilizzando i sistemi delle reti di comunicazione.


Se il sistema funziona per rintracciare le fonti epidemiologiche, aggiungono i ricercatori svizzeri, deve per forza funzionare anche per le notizie che girano on-line, quelle che riceviamo attraverso i vari social network o via mail. Se abbiamo il sospetto che la notizia sia falsa, l’algoritmo può risalire con facilità alla fonte dell’informazione.
Anche se il modello è stato messo appunto per scopi differenti, i loro ideatori non vedono nessuna ragione perché non possa venire usato anche per altri scopi, come quello di smascherare le bufale e ricostruire la nascita di una notizia falsa.

Global village construction, la tecnologia al servizio dello sviluppo sostenibile


Si chiama Open source ecology il gruppo creato nel 2003 dal fisico Marcin Jakuboswki che applica il concetto dell’open source allo sviluppo di macchinari di uso quotidiano. L’open source  è un concetto che nasce nel mondo informatico per applicazioni software, in cui gli autori e i detentori dei diritti permettono e favoriscono lo studio e l’apporto di modifiche da parte di altri programmatori mediante apposite licenze d’uso. L’idea di Jakuboswki è di estendere il concetto anche alla tecnologia hardware.
Una rete di agricoltori, tecnici, ingegneri e fattori avrà come obiettivo l’ideazione e la realizzazione di macchinari utili alla creazione e allo sviluppo di gruppi autosufficienti, eco-sostenibili e a costi accessibili. Il fine ultimo è quello di creare comunità che riescano a soddisfare da sé i propri bisogni (DIY, do it yourself), per sottrarsi alle logiche dell’attuale economia e applicando tecniche quali la permacoltura, la ricerca di biocombustibili, biocarburanti e bioplastiche e la fabbricazione di mattoni per le case e di macchinari agricoli.


La piattaforma ha preso il nome di Global village construction set (Gvcs) e intende realizzare prima della fine del 2012 cinquanta macchine industriali considerate indispensabili al sostentamento di una comunità in paesi a basso reddito (dove la reperibilità di risorse è maggiormente difficoltosa) e che cercano di migliorare le loro condizioni di vita.
I progetti di costruzione sono stati resi pubblici e modificabili (open source applicato all’hardware), e prevedono l'ulitizzo di materiali a basso costo. Le macchine in progetto comprendono un trattore multifunzione, un pozzo, una pala per il reperimento dell’energia eolica, la macchina per la fabbricazione dei mattoni, un motore a vapore. Dei 50 totali, otto hanno già visto la luce, tutti fabbricati con scarti e materiali riciclati e con la logica modulare, che permette, per esempio, di usare lo stesso motore su diversi macchinari, grazie alla libera consultazione dei progetti.
Secondo l’idea di Jakuboswki ognuno di noi sarà in grado di fabbricare un trattore o una mietitrice nel proprio garage di casa: basterà consultare il sito Openfarmtech, la wiki di Open source ecology.
I macchinari progettati dal Global village construction serviranno inoltre per ristabilire la civiltà nel caso si avveri la minaccia del 12 dicembre 2012.
Jakuboswki ha dato il via alla discussione sul suo progetto su Ted, riscuotendo un notevole successo.

24/06/13

Telecom ADSL, l’Internet senza limiti di Telecom Italia

Navigare. Navigare. Navigare. Non solo in ufficio, ma anche a casa, Internet la fa sempre più da padrone. È ormai irrinunciabile la navigazione flat, ovvero indipendente dai tempi di permanenza in rete o dai Giga di cui si usufruisce.
La novità Telecom per questa estate è decisamente interessante, perché tiene conto anche della linea telefonica del numero fisso di casa.
L’Adsl illimitata di Telecom Italia, infatti, includerà nell’offerta anche la linea telefonica di rete fissa, con vantaggi decisamente notevoli.


Ecco nel dettaglio cosa propone Internet senza limiti di Telecom Italia.
Innanzitutto la possibilità di navigare senza limiti di traffico Internet (né di Giga usufruiti, né di tempo o di orari), 24 ore su 24, ogni giorno della settimana e in ogni periodo dell’anno. Con oltre 2 milioni di Giga inclusi ogni mese! Un tipo di navigazione ottimale per le famiglie, con la garanzia della qualità e dell’affidabilità del servizio e, soprattutto, con una velocità incredibile: ben 7 Mega in download!
E se non si dispone di un modem, Telecom vi offre la possibilità di averne uno Wi-Fi, così da poter servire contemporaneamente tutti i dispositivi di casa.
Per quanto riguarda la linea telefonica, che verrà inclusa nell’offerta, si potrà disporre di:
  • chiamate a 0 centesimi verso tutti i numeri fissi nazionali (a 16 centesimi alla risposta);
  • possibilità di aggiungere chiamate internazionali verso oltre 80 paesi del mondo;
  • un’ora al mese di chiamate gratuite verso i fissi, e, se non dovesse essere sufficiente, l’offerta Telecom dà la possibilità di aggiungere  chiamate sui cellulari per un’ora al mese allo stesso prezzo delle telefonate nazionali;
  • 300 sms gratis al mese.
Per quanto riguarda i costi di attivazione, Telecom propone un’offerta davvero eccezionale: i 96,80 euro di contributo per la linea telefonica di base vengono totalmente azzerati se si aderisce alla promozione richiedendo l’attivazione entro il 31/8/2013 e si mantiene la linea telefonica e l’Adsl per almeno due anni. Il contributo di attivazione della Adsl, che di listino costa 79,00 euro, diventa gratis se le richieste di attivazione della Adsl illimitata avvengono sempre entro il  31/8/2013.
Per i costi di abbonamento, invece, il cliente è invitato a recarsi nel negozio di fiducia per scoprire le promozioni Telecom: fino al 31/8/2013 la promo sull’abbonamento prevede costi di 19,90 euro al mese per 6 mesi (37,90 euro al mese alla fine della promozione). Se la richiesta di attivazione viene fatta entro il 30/6/2013 la promozione rimane valida per 12 mesi.
Recatevi nei negozi Telecom e scoprite gli splash e i bollettoni con Call to Action “Chiedi qui la promozione del mese!” e navigate senza limiti nel mare di offerte che Telecom ha pensato per i vecchi e nuovi clienti!
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17/06/13

La tecnologia per le case che rispetta l'ambiente

Riuscite a immaginare una casa che riesca ad assicurare il comfort termico invernale (19-21°) senza nemmeno un termosifone alle pareti e una temperatura estiva tra 22 e 26 gradi senza utilizzare condizionatori? Un sogno sotto molti punti di vista, primo fra tutti il risparmio sulla bolletta elettrica, il basso impatto ambientale, il benessere personale, l’estetica dell’abitazione. Niente più spifferi, temperatura ideale in tutte le stagioni, pareti libere dagli odiosi caloriferi e niente più condizionatori rumorosi che al mattino fanno risvegliare con le ossa a pezzi.
Un esempio di "passive house". Fondamentale che le vetrate coprano almeno il 40% della facciata
E non stiamo parlando del futuro, ma di una realtà già collaudata, quella delle cosiddette “passive house”, abitazioni costruite in modo da garantire il comfort termico senza consumare un litro di combustibile, semplicemente assorbendo il calore dall’esterno.
Per trovare abitazioni certificate come “passive house” non  occorre andare ai tropici, anzi. In Germania, dove la temperatura esterna invernale non è certo gradevole, ce ne sono già 30 mila. E la prima a essere certificata come “passive house” in Italia è stata costruita in Trentino, a Varone, una frazione di Riva del Garda. 
E non è neppure costata tanto: per avere 175 metri quadrati calpestabili distribuiti su due piani sono stati necessari 360 mila euro. A parte seguire i criteri abitativi delle case ecologiche, che prendono in considerazione l’esposizione migliore per sfruttare il calore del sole, la “passive house” utilizza pannelli fotovoltaici sul tetto per produrre 3600 Kwh di energia elettrica all’anno, superiore al fabbisogno di elettricità e di acqua calda. I serramenti dei 15 metri quadrati totali di vetrate hanno spessori di 98 millimetri e sono realizzati in legno con l’inserimento di camere d’aria. Un impianto di ventilazione scambia l’aria tra interno ed esterno: l’aria viene ripulita attraverso filtri antipolvere e antipolline che funzionano 24 ore al giorno e che garantiscono di non disperdere il calore d’inverno e di mantenere aria fresca d’estate.
Lo schema del flusso dell'aria della "passive house"
Sito web per questa immagine: wikipedia.org
I muri sono coibentati con uno strato spesso 30 centimetri di isolante in fibra di legno, le pareti esterne sono di mattoni di calcio siliato autoclavato con sabbia pressata. Ogni mattone è spesso 50 centimetri. Lo strato di isolamento del tetto è di 40 centimetri.
Durante l’estate il caldo è tenuto lontano sia dalla struttura dei muri, sia dai frangisole che vengono orientati a seconda dell’inclinazione del sole da cellule fotosensibili.

11/06/13

Le app che salvano la vita

Skin scan, l'app in grado
di rilevare i tumori della pelle
Saranno specifiche applicazioni sviluppate per i tablet e gli smartphone dei pazienti a sostituire tra qualche tempo lo stetoscopio del cardiologo. È quanto afferma una firma prestigiosa del New York Times, il cardiologo e giornalista Eric Topol, autore, fra l’altro, del libro The creative distruction of medicine (Basic Books, su Amazon). Queste applicazioni da acquistare on line possono infatti rilevare il ritmo cardiaco ed elaborarne i dati per produrre un grafico da trasmettere via email o su facebook al proprio medico.
Nel libro, Eric Topol illustra come la “rivoluzione digitale darà vita a una medicina migliore”, ovvero come utilizzare le potenzialità offerte dal Web per abbattere i costi della sanità e rendere più immediate le diagnosi e tempestivi gli interventi. L’idea di coniugare la medicina tradizionale con le nuove tecnologie è l’obiettivo, per esempio, di un gruppo di giovani ricercatori della Singularity university (Silicon valley).
Il primo passo verso questo obiettivo, che oggi è già realtà, è coniugare le app alle diagnosi: saranno queste, infatti a rilevare temperatura corporea, consumo di calorie, concentrazione di glucosio nel sangue (con un apposito tester collegabile al device) e ritmi del sonno, grazie ad appositi sensori. Mentre un telefonino dotato della Skin scan app potrà effettuare uno screening accurato della pelle per analizzare nei e macchie: basterà una semplice fotografia della parte interessata e un software specifico la confronterà con l’archivio delle immagini precedenti per verificare le variazioni intervenute.
La tecnologia cloudsourced permette al medico di consultare i dati da qualsiasi postazione mobile ed effettuare consulti con i colleghi, sfruttando l’archivio virtuale che riporta la storia sanitaria del paziente.
E, viste le statistiche che stabiliscono che solo nel 20% dei casi il medico ha necessità di “toccare il paziente”, si renderà sempre meno necessario recarsi presso lo studio o l’ambulatorio: basterà comunicare con il medico via Skype o Cisco. A rendere più precisa la diagnosi tramite la visita virtuale ci si potrà avvalere delle tecnologia usata dai videogiochi: controller e sensori in grado di riprodurre i movimenti umani sullo schermo.
Se le diagnosi tramite app costituiscono già una realtà, il futuro della medicina 2.0 sono le ricerche a cui si sta puntando nel campo della chirurgia: operazioni senza cicatrici, retine artificiali e pillole-telecamere per esami endoscopici. E, per quanto riguarda la medicina rigenerativa, stampanti tridimensionali per creare tessuti artificiali usando cellule staminali al posto dell’inchiostro.