15/01/15

Metti il tuo pc al servizio del controllo del rischio sismico

Da domani il tuo computer potrebbe avere un ruolo attivo nel controllo dei terremoti e lavorare in sinergia con le autorità competenti. È quanto riporta la rivista Science che ha pubblicato recentemente un progetto dello scienziato Richard Allen del Seismological Laboratory and Department of Earth and Planetary Science, dell’Università di Berkeley, California. L’obiettivo del progetto è di sfruttare la capillarità territoriale e la dislocazione di pc e smartphone coinvolgendo la cittadinanza nella comprensione e nello studio dei fenomeni sismici.
Già ora la rete Internet e i social network hanno giocato un ruolo di prim’ordine per quanto riguarda le segnalazioni in tempo reale di scosse telluriche: i messaggi su Twitter e Facebook hanno aiutato la Protezione Civile a monitorare le zone segnalate e intervenire in modo più tempestivo sia nei recenti terremoti in Italia (quello dell’Aquila e quello del 25 gennaio 2012 avvenuto nel nord del paese) sia nel disastroso terremoto a cui è seguito lo tsunami avvenuto in Giappone nel marzo 2011.
Tanto sono servite le segnalazione della cittadinanza che negli Stati Uniti la Geological Survey (Usgs) ha lanciato il programma Dyfi, Did You Feel It? (“L’hai sentito?”). Nel caso venga avvertita una scossa i cittadini possono collegarsi col sito Dyfi o postare su Twitter per fornire informazioni utili a comprendere l’entità del fenomeno. Non da meno in Europa è attivo il servizio del Centro sismologico euro-mediterraneo (Emsc) e in Italia quello dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).
Ma la proposta di Richard Allen è decisamente rivoluzionaria. Ogni pc o smartphone verebbe attrezzato con accelerometri, sensori che, se montati su dispositivi mobili, sono capaci di rilevare le scosse sismiche di magnitudo superiore a 5 e trasmettere le informazioni agli istituti competenti. Non che scosse di questa portata non vengano rilevate in tempo reale dalla strumentazione della rete sismologica mondiale, ma i computer dei cittadini potrebbero fornire invece le informazioni di importanza fondamentale sulla propagazione delle onde sismiche, un fenomeno complesso che solo una rete molto capillare può aiutare a comprendere.
Non sarebbe neppure la prima volta che milioni di pc vegono usati per costituire una grande rete di rilevamento: è quanto già succede con il programma scientifico Seti (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) per la ricerca di intelligenze extra-terrestri. Per Richard Allen, inoltre, mettere a disposizione il proprio computer o telefonino è anche un atto di coinvolgimento sociale, dove i cittadini si sentirebbero “parte attiva” nella ricerca e nella protezione civile. Collaborando con i ricercatori, poi, aumenterebbero le loro conoscenze del fenomeno e dei comportamenti da adottare per la riduzione dei rischi.

3 commenti:

  1. Il mio pc è una scarpa vecchia ma sarebbe pronto a fare il suo dovere ;-)

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  2. per il tuo senso civico sarai premiata con un pc di ultima generazione...
    monica

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  3. Ma guarda che si sono inventati...

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